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Maria Filippone Colonna - Capistrellarte 2014



Andrea Adinolfi, Mauro Rea, Paolo Capodacqua

Se il battito d’ala di una farfalla, come dicono, può scatenare una tempesta in un luogo lontano della terra... la passione travolgente di una sola persona può essere un primo passo verso il cambiamento del mondo.
Nel caso Mauro Rea - Capistrellarte  credo proprio di sì: nonostante l’indifferenza culturale dominante nel nostro Paese, un bel numero di artisti dal giugno del 2011 raggiunge Capistrello in Abruzzo per esporre le sue opere insieme ad un gruppo di ragazzi di undici - tredici anni, studenti della scuola media Sabin: sono gli amici di Mauro, artisti cre-attivi come lui. Proviamo a capire il senso di questa importante iniziativa.
Le opere di Mauro Rea hanno il potere di stupire lo spettatore che le sa leggere “da dentro”. Incapaci di raccontarci storie di ordinaria bellezza e di seduzione straordinaria, si collocano in uno spazio estetico pacifico e insieme rivoluzionario, rigoroso e libero, non codificato ma di volta in volta identificabile nella sua unicità, grazie ad un DNA che si riscopre
nel linguaggio creativo e nelle alchimie del laboratorio mentale sentimentale dell’artista e di coloro che entrano in contatto con lui: è pura empatia, o meglio una specie di contagio. Forse per questo Mauro ha tanti amici e studenti disposti a seguirlo nella sua capacità di dividersi, moltiplicando il seme di un’esuberante fantasia creativa, tra la sofferta gestazione delle proprie opere e la coltivazione dei campi fecondi in cui “opera”, cioè la cerchia sempre in crescita dei suoi amici
e fan e...la “scuola - agorà” di Capistrello. A giugno proprio lì, nel cuore dell’Abruzzo più vicino a Roma, Mauro Rea
con Donato di Poce, Domenico Colantoni, Gian Ruggero Manzoni , Enrico Manera, Leonardo Santoli, Maya Pacifico, Michele Peri, Lupo & Asso, Manuela Mazzini, Marco Terroni,  e altri artisti riproporranno per il quarto anno consecutivo questa singolare mostra-evento che racchiude in sè tutte le loro aspirazioni più utopiche e ad un tempo reali e le accomuna alla nascente vocazione creativa degli studenti della scuola media Sabin educati all’Arte dal professore e artista Mauro Rea in persona. Questi artisti missionari della “cre-attività” s’impegnano generosamente a comunicare Arte e linguaggi-per-fare-arte, pittorici e musicali in prima linea, alle nuove generazioni  e a cercare insieme a loro nuovi spazi e fonti di ispirazione, nuove intuizioni, originali soluzioni cromatiche.
Capistrellarte, improvviso vento-evento che annunzia l’estate dopo un lungo inverno, già dal momento della sua nascita ci allontana dall’angoscia di un’interminabile crisi proponendosi come qualcosa di nuovissimo che ha radici nel passato: è una rinascimentale bottega dell’Arte aperta sulle alte colline d’Abruzzo ma, prima di tutto, una scuola di vita e una riscoperta di valori etici: “comunicare” attraverso l’Arte è messaggio per eccellenza oltre che atto creativo. Come altre idee promosse e realizzate da Mauro Rea, anche questa iniziativa nel campo dell’Arte è connotata da una forza di espansione paragonabile a quella della luce che emana dalla nostra stella-madre e riscalda la terra: eppure Mauro Rea è tutt’altro che un “arti-star”. Ma c’è qualcosa in lui, e negli artisti e amici di età anche molto diverse della sua cerchia, che invita con prepotenza a seguire il percorso di Capistrello, mostra collettiva che si configura come un master sui generis per imparare a: lavorare insieme, riscoprire una visione originaria del mondo e cominciare subito a costruirla... Rea sa bene che “fare Arte”
non è un mestiere, un gioco o un passatempo ma, di questi tempi, è  vocazione e missione. 
Capistrellarte, se vogliamo comprenderne la forza comunicativa, dev’essere contestualizzata, agganciata a questo
“oggi” assurdo e violento che incalza e ci trascina non si sa dove....Dove sta andando a finire la nostra  vita? Che ne sarà dei nostri figli, delle generazioni future? Queste le domande che ogni giorno ci angosciano e a cui non è facile trovare una risposta. 
Chi abita oggi sul pianeta terra soffre di innumerevoli contraddizioni e incastri a catena: ideologie superate, dilagare della corruzione, implacabile fame fisica e metafisica. E così realtà e verità, come le particelle studiate in laboratorio, non si lasciano afferrare... perché siamo noi stessi a modificarle con il nostro desiderio convulso di appropriarci del loro mistero. Drammatica situazione la nostra, in cui ci ha trascinato l’incapacità di leggere il nuovo nei segni dei tempi, mentre l’umanità sembra colpita a morte dall’ingiustizia che le spacca il corpo in milioni e milioni di schegge sanguinanti anche dentro ogni essere vivente.
Qualcuno parla di Apocalisse: non, intendiamoci, nel senso di fine “del mondo”, ma di fine “di un mondo”, tanto catastrofica però da poter segnare anche la fine di un’ intera civiltà. Tutte le soluzioni politiche si stanno rivelando inefficaci. E qui un interrogativo ci apre alla speranza: se non ci salverà la politica, ci salverà l’Arte? 
Per questo un’iniziativa come Capistrellarte diventa modello da seguire con la volontà di ricominciare tutto da zero...con lo scopo di costruire insieme, ripeto e sottolineo, insieme, la nuova Cattedrale della civiltà sulle rovine dell’antica.
Oggi, in un mare di incertezze, ci sostiene la speranza che si avveri quanto hanno profeticamente annunziato il grande scrittore europeo Dostoevskij e Karol Wojtyla, poeta e Santo: “La bellezza salverà il mondo.” Non abbiamo sostituito il punto con un punto interrogativo perché realizzare la Bellezza proteggendo la natura la vita e la vera Arte dipende soprattutto da noi, dalle nostre scelte. E qui è necessario un atto di fede nell’Uomo: saranno le nostre scelte sostenute dall’Amore a salvare il mondo?
Le “belle” opere create ed esposte dagli alunni della Scuola Media Sabin di Capistrello ci aiutano a crederlo.
Mariella Colonna





Commenti su questa pagina:
Commento di Valentino ( pant.valiyahoo.it ), 20/10/2016, alle 05:18 (UTC):
Condivido quanto appena letto



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